Odontoiatria conservativa 2017-01-25T18:30:21+00:00

Odontoiatria Conservativa

L’odontoiatria conservativa è una branca dell’odontoiatria restaurativa che si occupa della cura dei denti interessati da processi cariosi. L’eliminazione della carie e la chiusura delle cavità permette la conservazione dello smalto e della dentina non infetta. Le moderne tecniche adesive permettono di restaurare l’estetica naturale del sorriso del paziente.

 

 

Sempre si parla di studio del caso e piano di cure individualizzato. Ogni paziente viene studiato e analizzato nei minimi dettagli dallo staff medico per la scelta della migliore soluzione implanto-protesica.

Prima di intervenire si svolge la razionalizzazione del trattamento con:

  • Raccolta dei dati clinici – anamnesi
  • Approfondimento degli eventuali rischi
  • Misurazione del volume osseo
  • Selezione della tecnica chirurgica
  • Scelta della forma implantare più adatta alla morfologia ossea del paziente

Dopo aver realizzato un corretto esame clinico, la visita per il trattamento implantare  continua con e le valutazioni all’esame radiologico tridimensionale dei mascellari del paziente.
Quest’ultimo aspetto non è mai da sottovalutare perché le situazioni cliniche apparentemente più facilmente risolvibili a volte nascondono a livello radiologico complicazioni che rendono il trattamento implantare un sentiero non percorribile.

I fattori più importanti da considerare sono:

  • Situazione medico generale del paziente
  • Causa della perdita dentaria
  • Tempo trascorso dall’estrazione
  • Quantità di osso disponibile
  • Qualità o tipo di osso
  • Strutture anatomiche suscettibili a lesioni

Tutti gli interventi chirurgici si svolgono generalmente in anestesia locale tramite un blocco nervoso periferico. Si comincia con la premedicazione con antibiotici e/o antinfiammatori nei pazienti che lo necessitano e quindi alla realizzazione dell’intervento in anestesia locale e in molti casi in sedazione cosciente “in modello sala operatoria”. Il vantaggio di poter contare sui mezzi di premedicazione ci permette di creare l’atmosfera di tranquillità che i pazienti richiedono.

 

Dopo la preparazione del sito si inserisce l’impianto con un torque controllato grazie agli strumenti dinamometrici. Si tratta di innovatissimi sistemi di controllo della forza che permettono l’inserimento dell’impianto in piena sicurezza annullando gli stress di forza fra osso e titanio.

L’intervento implantologico di routine (senza la ricostruzione dell’osso) ha una durata media di 15/20 minuti per impianto.
Normalmente la tecnica classica prevede 2 fasi : fase chirurgica dove viene posizionato l’impianto / fase protesica una volta esposto l’impianto dal margine gengivale si avvita la corona che simula perfettamente il dente naturale.

Dopo l’intervento d’implantologia  il paziente potrà continuare una normale routine giornaliera senza stress fisici. Bisogna seguire in modo rigoroso le raccomandazioni del chirurgo e non dimenticare la terapia farmacologica prescritta.

Si consiglia ai pazienti di non masticare nella zona dell’intervento e seguire una dieta semisolida. Spazzolare delicatamente i punti con uno spazzolino chirurgico e pulire la zona con antisettici locali come spray/gel di clorexidina 0,20% dopo le prime 12 ore successive all’intervento. Da non dimenticare l’applicazione di una borsa di ghiaccio sulla regione della faccia corrispondente alla zona operata per le prime 4 – 6 ore ad intervalli di 5 – 10 minuti.

L’intervento d’implantologia moderna non provoca dolore e il paziente una volta uscito dallo studio riuscirà a eseguire le normali attività quotidiane.

Dalla loro scoperta gli impianti dentali hanno rivoluzionato l’approccio per la riabilitazione protesica e quindi il recupero dei denti persi. Il processo di unione dell’impianto all’osso studiato a livello istologico ha dimostrato l’assenza di reazioni avverse e nocive.

La biocompatibilità del titanio ha permesso l’utilizzo di questa tecnologia anche in altri ambiti sanitari e specializzazioni mediche. Il successo di un impianto prevede la sua sopravvivenza , con relativa protesi , di almeno il 90% dei casi a dieci anni di distanza . Il segreto del successo in implantologia può essere raggiunto grazie alle nuove metodiche, diagnosi clinica, esami radiologici approfonditi e del piano di trattamento chirurgico e protesico.

Un impianto che segue protocolli clinici di mantenimento dei tessuti perimplantare può durare tutta la vita.

Considerando la guarigione dei tessuti perimplantari, l’inserimento di un impianto induce la formazione di osso attorno a esso. Il termine osteointegrazione è stato coniato alla fine degli anni sessanta da Per-Ingvar Brånemark  e definisce l’intima unione tra un osso e un impianto senza tessuto connettivo.

Una volta inserito l’impianto la sua superficie ricoperta dal coagulo di sangue proveniente dai capillari dell’osso residuo, quando l’osso viene fresato le cavità midollari si aprono permettendo l’irrorazione sanguinea. Con il sangue vengono trasportate le proteine che permettono l’avvicinamento degli osteoblasti. Sono questi ultimi i vettori per la formazione di nuovo tessuto osseo.

Il tempo medio di attesa per una completa osteointegrazione corrisponde a :

  • 3 o 4 mesi per gli impianti mandibolari
  • 5 o 6 mesi per gli impianti mascellari

 

Le nuove tecnologie hanno permesso all’implantologia moderna di realizzare interventi minimamente invasivi e con postoperatori lievi. Nei casi più complicati:

– intervento con sedazione
– intervento di rigenerativa contestuale all’implantologia
– scollamento di ampi lembi chirurgici
– durata dell’intervento superiore all’ora e mezza
– impianti post’estrattivi con carico immediato nei pazienti totalmente edentuli

è consigliabile che il paziente venga riaccompagnato a casa e rimanga 24/48 ore a riposo. In ogni caso è dimostrato che il livello d’infiammazione post operatoria dipende dalla reattività individuale del proprio organismo.

L’estrazione di un elemento dentale si realizza solo quando tutte le terapie alternative per la conservazione dell’elemento non permettono di salvare il dente.

Considerando la causa dell’estrazione quindi si può stabilire se il tessuto sottostante (l’osso) è sano per ricevere un impianto nella stessa seduta dell’estrazione. Considerando i mascellari in termini morfologici:

l’integrità della corticale vestibolare è il fattore che più condiziona questa tecnica e quindi nelle situazioni di carenza di questo tessuto bisognerà aspettare la guarigione post-estrattiva (3-4 mesi).

Nei casi favorevoli quindi si parla di impianti post-estrattivi :  inseriti nello stesso sito e durante la stessa seduta dell’estrazione di un elemento dentale, con percentuali di sopravvivenza che variano a seconda degli studi dal 90 al 100%.

Nei casi controindicati da limiti fisiopatologici o anatomici, dopo l’estrazione andra’ inserito nell’alveolo un sostituto dell’osso e una membrana di copertura dello scaffold osseo (tecnica GBR guided bone regeneration) e in un secondo momento l’impianto.

Le moderne procedure in implantologia dentale permettono di ristabilire la salute e il sorriso dei pazienti totalmente edentuli.
La tecnica di All-on-4® per riabilitare pazienti totalmente edentuli (totalmente privi di denti) consiste nell’inserimento di soli quattro impianti per il carico masticatorio di una arcata completa.
L’esito di questo trattamento dipenderà dall’emergenza della testa implantare che dovrà essere spaziata fino a coprire l’emergenza del secondo premolare\primo molare.
Nella stessa seduta dopo l’intervento d’implantologia si realizza il carico immediato e quindi si avvita una protesi fissa.